E adesso indignatevi…
Per l’ennesima volta una domenica calcistica si trasforma in un pomeriggio di ordinaria follia. Il tutto accade in quel di Salerno, dove doveva andare in scena il derby campano tra i padroni di casa e la Nocerina, ma tutto ciò che è accaduto dentro e fuori del campo ha poco a che fare con il calcio.
Daspo, tessere del tifoso, biglietti nominativi, tornelli: tutte vaccate. Anzi, ancor peggio, questi non sono altro che strumenti atti a limitare la libertà personale del tifoso, al fine di invogliarlo a starsene a casa, a guardare la partita comodamente sul divano, arricchendo così qualche tv privata. E basta. Bisogna farsi una ragione di questo: la sicurezza non si ottiene privando le persone della propria libertà, o schedandole o negando loro la possibilità di andare allo stadio. Per avere la sicurezza servono strumenti preventivi, e non atti punitivi, ma soprattutto serve il buon senso di chi ha il compito di garantire che tutto scorra senza problemi, e nel pasticciaccio brutto di Salernitana-Nocerina nessuno ne ha avuto.{ads1}Sì perché il derby tra Salernitana e Nocerina era una partita ad alto rischio, visti i rapporti tesi esistenti tra le tifoserie delle due società campane, e questo lo sapevano tutti fin da inizio stagione. Negando ai tifosi della Nocerina, anche provvisti di tessera del tifoso, di partecipare alla trasferta, quale si pensava che potesse essere la reazione di quest’ultimi!?! Certo, non vogliamo sicuramente giustificare il comportamento degli ultras rossoneri, però sia il prefetto di Salerno Gerarda Pantaleone, che ha preso la decisione di vietare la trasferta, sia il Comitato analisi sicurezza delle manifestazioni sportive della Polizia, che l’ha avvallata, avrebbero dovuto valutare le conseguenze della loro decisione. Ma soprattutto, com’è stato possibile che un manipolo di 200 tifosi sia riuscito a cingere d’assedio il ritiro in cui si trovavano i giocatori senza che nessuno delle forze dell’ordine intervenisse?? Eppure, dato che da Nocera per arrivare a Salerno basta mezzora di macchina e visto il tam tam su internet dei tifosi della Nocerina, pronti comunque ad invadere Salerno, ci si poteva aspettare un qualcosa, anche se non fino a questo punto. E invece niente. Il questore di Salerno Antonio de Jesu dovrà prendersi le sue responsabilità, sempre che qualcuno gliene faccia richiesta.
Ed infine, dulcis in fundo, ecco anche lo sproloquio finale del presidente del Coni Malagò, che invece di affrontare il problema, inizia a snocciolare argomenti futili, girando attorno all’argomento con la stessa abile maestria che l’ha portato ad occupare la sua attuale poltrona, nonostante una carriera con molte ombre e pochissime luci. Il finale di questa storia è già scritto: stampa e tv ne parleranno per qualche giorno, mentre le autorità prenderanno provvedimenti, punendo a destra e a manca chiunque gli capiti a tiro, e poi tutto finirà nel dimenticatoio fino al prossimo episodio. E no, non ci può occupare a pieno di questa situazione, abbiamo problemi più grandi a cui pensare, come ad esempio la discriminazione territoriale. E adesso indignatevi…
