Prandelli squalifica De Rossi e se stesso
Prandelli e il suo celebre codice etico colpiscono ancora. Come avevamo già scritto il C.T. della Nazionale italiana continua a brandire il manuale scritto di suo pugno con il sangue di un giocatore che rifiutò il controllo antidoping (ma che poi fu convocato). Guarda caso stavolta
Prandelli e il suo celebre codice etico colpiscono ancora. Come avevamo già scritto il C.T. della Nazionale italiana continua a brandire il manuale scritto di suo pugno con il sangue di un giocatore che rifiutò il controllo antidoping (ma che poi fu convocato). Guarda caso stavolta è la testa di Daniele De Rossi ad essere colpita dalla mannaia della morale prandelliana,quella che non vale ne per l’allenatore stesso (reo più volte di imprecare a suo piacimento) ne per Mario Balotelli che il mister portebbe in Brasile anche se defecasse sulla tomba del milite ignoto ruttando l’inno nazionale e usando il tricolore per nettarsi le chiappe. Niente convocazione, niente Spagna (meno male cosi si riposa). Stranamente nel precedente articolo che dedicammo al codice etico la pagliuzza corta toccò ad Osvaldo che stavolta, nonostante sia rientrano in Italia solo perché messo fuori rosa da Pochettino dopo aver picchiato un compagno in allenamento, è come per magia rientrato nei piani prandelliani. Cosa è cambiato da allora? Forse la maglia? Due sono le cose: o ci fa o ci è. Ovvero o l’allenatore della Nazionale prende le stecche per le convocazioni che, come i maligni affermano, pare facesse in passato più di uno dei suoi predecessori o vive di simpatie ed antipatie e queste ultime, il più delle volte, sono rivolte a chi veste la maglia della Roma, squadra dal cui spogliatoio fuggì a gambe levate ponendo scuse che l’anno dopo sembrarono sparire per sedersi sulla panchina della Fiorentina.. Ma l’aspetto più brutto della vicenda è un altro: passi per sky che ha festeggiato con lo champagne le immagini dello scontro De Rossi /Icardi, loro devono difendere un posto di loro, il padrone stava tirando il collare a strozzo dopo la bagarre mediatico/arbitrale della scorsa settimana, ma che Prandelli anticipi, anzi, indirizzi Tosel verso il giudizio su un episodio ancora da valutare è ignobile. Ignobile perché Prandelli sarebbe l’allenatore di De Rossi. Capiamoci: tra il tecnico azzurro e Mourinho chi ha offerto in passato un calcio migliore? Probabilmente Prandelli. Ma cosa troneggia nella sua bacheca dei trofei? Una bella ceppa! Li in primo piano, sull’unico scaffale della teca, una bella ceppa che amorevolmente la compagna lucida ogni mattina. La bacheca dello Special One? Trabocca… avete mai sentito un giocatore di Prandelli affermare “Avrei ucciso e mi sarei fatto uccidere per lui in campo” ? no vero? Sono parole del mercenario per eccellenza, Ibra, rivolte a Mourinho. Si può dire di tutto all’allenatore portoghese. Dichiarazioni politicamente scorrette, atteggiamenti teatrali in campo e fuori, ma mai scaricherebbe un suo giocatore, è sempre stato un parafulmine per il suo spogliatoio, al contrario di Prandelli che in piena corsa ad un posto in Champions va giù duro su De Rossi, uno che il Mondiale lo ha vinto, uno dei veterani…complimenti un vero sorcio.
Ma allora, se la decisione di Prandelli dovesse spingere Tosel (un altro soggetto con la Roma nel cuore) a calcare la mano in fase di giudizio sarebbe cosi sbagliato se il buon Daniele dovesse cominciare a fare un pensierino a lasciare il CT senza il perno centrale del suo centrocampo? Tanto che gli frega, in fondo un Mondiale lui lo ha vinto, vediamo se ci riesce anche Prandelli con Marchisio…
